Il Premio, assegnato dalla CUC - Consulta Universitaria del Cinema, associazione che riunisce tutti i docenti di cinema delle università italiane, è stato conferito con la seguente motivazione:
"il volume curato da Franco Picollo e Hiromi Yagi ha raccolto e tradotto in
italiano per la prima volta gli scritti a firma di Ozu compresi tra il 1931 e il
1961: i racconti sul mestiere di regista, uno sguardo partecipe e accorato
sulla storia del suo paese, il Giappone, e sul trauma del conflitto che tra il
1937 e il 1939 lo oppose alla Cina, cui prese il regista parte come soldato.
Oltre ai pensieri sull’identità e la storia nazionale giapponese e sulla
famiglia (al centro dei suoi film come “rifugio di un mondo senza cuore”), il
volume raccoglie anche sue riflessioni teoriche o, meglio, le sue diffidenze
nei confronti di chi cercava di interpretare il cinema come una “grammatica”,
ponendo così, a suo dire, preconcetti e limitazioni estetiche. La traduzione e
la curatela di Picollo e Yagi hanno il merito di ampliare sensibilmente la
nostra conoscenza di un autore cui l’Europa ha spesso guardato come un punto di
riferimento, nonché di ridiscutere o scavare più in profondità rispetto ad
alcune etichette che la critica gli ha spesso affiancato (prima fra tutte
quella del “più giapponese tra i registi giapponesi”) presentando una ricca
opera di documentazione e contestualizzazione storica dell’Ozu uomo di cinema e
(anti)teorico".

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