Kessen!
Joshiryō tai danshiryō (決戦!女子寮対男子寮, Decisive Match! Girls Dorm Against
Boys Dorm). Regia,
soggetto sceneggiatura, fotografia, scenografie e montaggio: Sono Sion. Interpreti:
Kawanishi Hiromi, Kobayashi Kazuko, Hida Michiko,
Oguchi Utako, Suzuki Kensuke, Sono Sion. Durata: 90'. Anno:
1988. Super8.
Questo
film verrà presentato nella rassegna "Rapporto confidenziale" al 29°
Torino Film Festival (29 novembre-3 dicembre). In tale occasione
"Sonatine" pubblicherà in collaborazione con il Festival il volume "Il
Signore del caos. Il cinema di Sono Sion", contenente un'intervista
inedita a Sono, un'ampia introduzione alla sua opera, alcuni saggi
critici e le schede di tutti i film proiettati nella rassegna.
In
concomitanza con lo svolgersi di una maratona mondiale, i ragazzi di un dormitorio femminile e
uno maschile si incontrano e si scontrano per le strade cittadine in una corsa
a perdifiato che, per una delle protagoniste, si conclude in riva al mare con
un evento prodigioso.
Considerato
dallo stesso Sono l’opera più riuscita di tutta la sua produzione in 8mm,
consiste, nelle sue parole, in un misto di «anarchia, azione e
romanticismo». Decisive Match è il primo film di Sono ad
accantonare la pura introspezione personale per esibire un abbozzo di racconto,
per quanto estremamente libero, impalpabile e tutt’altro che lineare negli
sviluppi. I personaggi continuano a sembrare emanazioni dello stesso Sono (ma
la propensione all’autobiografismo è una caratteristica del cineasta che non si
estinguerà del tutto nemmeno nelle opere della maturità), e ne è prova il fatto
che uno dei protagonisti maschili sia interpretato dallo stesso regista (che
sfoggia una vistosa giacca rossa e una capigliatura punk), mentre la controparte femminile indossa gli occhiali scuri privi
di una lente che avevamo già visto addosso al cineasta in I am Sion Sono!.
Tuttavia, appare più ricca, in questa pellicola, la varietà dei personaggi, le
cui personalità, pur soltanto abbozzate in un affresco caotico, frammentario e
altamente digressivo, sembrano godere di un respiro proprio.
A
livello tematico, sono presenti quelle dinamiche di incontro/scontro tra i
sessi, di appartenenza al gruppo, di sottomissione e disgregazione che
ritroveremo espresse al meglio in opere più elaborate come Love Exposure.
A
livello stilistico, invece, si percepiscono echi non soltanto della Nouvelle
Vague (Godard nell'uso delle didascalie che contraddistingue l'intera
filmografia di Sono, per esempio; Truffaut nel finale sulla spiaggia), ma anche
dei principali cineasti giapponesi che in quegli anni registravano le pulsioni
giovanili, come Sōmai Shinji,
Yanagimachi Mitsuo e Ishii Sōgo.
L’aspetto e l’atteggiamento ribelle dei personaggi di Sono, che impugnano mitra
e pistole giocattolo, non sfocia mai, come forse ci si aspetterebbe, in
rappresentazioni brutalmente cyberpunk
come quelle realizzate da Ishii in quegli stessi anni. Al contrario, già in quest'opera
Sono tradisce sempre, in particolare nell’attenzione alle scelte cromatiche e
agli accostamenti sonori, una spiccata predilezione per soluzioni
artisticamente eleganti. [Giacomo Calorio]
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